Midterm, venti forti da giù/ 2
Virginia
Sarà tutta concentrata in un pugno di distretti alla Camera la rivincita cercata dai democratici della Virginia dopo l’umiliante sconfitta subita lo scorso anno nella corsa a governatore. Lo stato-simbolo della vittoria obamiana, tornato “rosso” nel giro di 12 mesi con la larghissima vittoria di Bob McDonnell contro Creigh Deeds (+17 per cento), è stato il precursore della ripresa repubblicana. Il Gop non può permettersi una battuta d’arresto proprio ora e proprio nell’Old Dominion. di Larry Silverbud
17 AGO 20

Sarà tutta concentrata in un pugno di distretti alla Camera la rivincita cercata dai democratici della Virginia dopo l’umiliante sconfitta subita lo scorso anno nella corsa a governatore. Lo stato-simbolo della vittoria obamiana, tornato “rosso” nel giro di 12 mesi con la larghissima vittoria di Bob McDonnell contro Creigh Deeds (+17 per cento), è stato il precursore della ripresa repubblicana. Il Gop non può permettersi una battuta d’arresto proprio ora e proprio nell’Old Dominion. Quest’anno i repubblicani puntano soprattutto al 2° e al 5° distretto – nella parte più meridionale dello stato – in cui Scott Rigell e Robert Hurt hanno ottime chance di battere i due freshmen democratici, Glenn Nye e Tom Perriello.
Se l’onda rossa fosse particolarmente alta, poi, potrebbe essere in pericolo anche l’11° distretto a sud ovest di Washington, DC (Fairfax e una parte di Prince William County): Gerry Connolly ha battuto abbastanza agevolmente Keith Fimian nel 2008, ma dopo il 2009 un “ribaltone” non sembra affatto impossibile.
di Larry Silverbud